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Mar
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112 La situazione in Europa

Dato per assunto che questo è un sito di Croce Rossa Italiana e che tratta, considerando solo la città di Loano, le attività e gli avvenimenti dei 13,46 kmq di nostra competenza, ci sentiamo comunque di affrontare questioni di respiro più ampio e di interesse pari se non superiore visto il bacino d’utenza italiana dei Soccorsi Sanitari rispetto al volume locale.In particolare, visitando il sito web www.eena.it, nasce in noi lo spunto per una riflessione riguardo a due questioni principali: l’assenza nella nostra nazione di un Numero Unico di Emergenza e l’attuale impossibilità di rintracciare geograficamente in modo adeguato un utenza telefonica fissa.La cogenza di questi temi è sottolineata dall’inadeguata situazione attuale e dal disorientamento di un ipotetico cittadino europeo che ha bisogno di soccorso in uno qualunque degli Stati dell’UE. Nel 2000 più del 41% di un campione di cittadini europei interrogati a riguardo risponde “Non so” e il restante 59% si spezzetta in altre risposte che non superano mai il 23% di adesioni.Il Numero Unico Europeo per le Emergenze istituito nel 2001 (91/396/CEE) ha aumentato il numero di chiamate al 112 negli ultimi anni, sebbene la procedura prevede lo smistamento delle eventuali chiamate per servizi diversi dalla Pubblica Sicurezza alle varie centrali operative dedicate, a volte addirittura componendo l’esatto numero corrispondente al tipo di richiesta.La creazione tipicamente italiana di “Gruppi di Lavoro” e “Commissioni” avvenuta nel 2004 in favore di una sperimentazione del numero unico 112 nella provincia di Salerno non ha dato nessun risultato, e il 4/04/2006 la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, confermata nell’Ottobre dello stesso anno, che sancisce la definitiva cassazione dell’esperienza salernitana e una probabile sospensione dei 9.700.000,00 € inizialmente finanziati dal CIPE per sostenere il progetto pilota.Passando al tema della localizzazione del chiamante (eCall), è possibile leggere questa testimonianza per capire come sia patetica e inadeguata la risposta italiana ad un tema così discusso.L’ultima riflessione riguarda l’Art. 26 della Direttiva 2002/22/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, quarto capoverso: “Gli Stati membri provvedono affinché i cittadini siano adeguatamente informati in merito all’esistenza e all’uso del numero di emergenza unico europeo «112»“. L’informazione circa l’esistenza e il funzionamento del Numero Unico di Emergenza Europeo 112 è un diritto dei Cittadini Europei e un dovere da parte delle istituzioni di ogni paese membro.Anche qui il problema è tutto italiano, ove in assenza di una rete adeguata si ha il timore che l’inondazione di chiamate verso le C.O. dei Carabinieri e il conseguente smistamento alle Centrali Operative di competenza superino le capacità effettive di una gestione di questo tipo. Senza contare quei cittadini che, privi di informazione a riguardo, possono essere nelle condizioni di non sapere cosa fare quando, in un altro Stato europeo, si trovano nelle condizioni di richiedere un soccorso.Rimandiamo al sito web http://www.eena.it/Index.htm per rendersi conto della situazione, a mio giudizio a dir poco incomprensibile.




 

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