Molte volte capita di imbattersi in discorsi che vanno oltre la normale routine di aggiornamento teorico-pratico e in queste occasioni ognuno arricchisce la discussione portando la propria voce e la propria esperienza come caso studio.
Andando un po’ oltre è possibile trovare bianco su nero quello che a volte è assimilato con l’esperienza e un continuo dialogo con i colleghi, altre volte ignorato per ovvi motivi di competenze professionali e specificità giuridica in materia: la prospettiva legale della competenza e della responsabilità.
In questo caso è di riferimento la pagina pubblicata su Soccorritori.it:
“A cura di La Stefi
con la consulenza della Dott.ssa Marta Brescia
giurista e docente di Legislazione Socio Sanitaria,
dottore di ricerca in Diritto Costituzionale presso
l’Università Insubria di Como.
In alcune occasioni, anche nel forum di Psicologia del sito Soccorritori, mi è capitato di assistere al confronto tra operatori su posizioni differenti, a riguardo di tematiche specifiche quali la competenza e la responsabilità.
In questo articolo affronteremo proprio questi argomenti con alcuni riferimenti da un punto di vista psicologico ma soprattutto secondo una nuova prospettiva, quella legale.
La Dott.ssa Marta Brescia, già consulente per PsiemItalia, ci aiuterà a fare luce distinguendo i “secondo me” dagli aspetti giuridici, il buon senso da quanto prevede la giurisprudenza.
In generale potremmo affermare che la competenza è indice di un “saper fare” e non il frutto di autoattribuzioni, nel senso di valutazioni arbitrarie del tipo: “io sono il più bravo”, “sono il migliore”, ma è quella condizione che deriva direttamente dall’acquisizione di conoscenze ottenute tramite percorsi formativi specifici che abbiano offerto contenuti adeguati, sia su un piano teorico che su quello pratico [...]“
fonte: http://www.soccorritori.it/joomla/index.php?option=com_content&task=view&id=73&Itemid=2
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